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Viaggio in riserva #4 / A spasso per i boschi del Vallone di Piano della Corte

di Irene Alì (redazione web)

L'ornitologo Renzo Ientile accompagna virtualmente il visitatore della rno che si trova a pochi chilometri dal centro abitato di Agira, nell'Ennese. È l'ultima tappa del nostro tour tra le meraviglie della natura siciliana custodite dal Cutgana




In provincia di Enna, a pochi chilometri dal centro abitato di Agira, scopriamo la riserva naturale orientata di Vallone di Piano della Corte. L'area comprende l'intera vallata, una superficie di circa sette chilometri, per un totale di poco meno di 200 ettari. Caratteristica della riserva è la presenza di un importante bosco ripariale, grandi alberi di pioppo e di olmo che, insieme a fattori ecologici complessi, rendono unico questo ambiente che consente l'insediarsi di ecosistemi divenuti rarissimi in Sicilia. 

Nell'ultimo "Viaggio in riserva" di Zammù Multimedia, ad accompagnare virtualmente il visitatore è l'ornitologo Renzo Ientile, direttore della rno. Il video realizzato dal Cutgana mostra, ad esempio, le specie di interesse geobotanico presenti, dal pioppo bianco (Populus alba), all'olmo (Ulmus canescens), alla malva agrigentina (Lavatera agrigentina) fino al pioppo nero (Populus nigra), di cui esiste in riserva un esemplare inserito anche nell'elenco nazionale degli alberi monumentali: «Il "pioppone", come lo definiscono gli abitanti di Agira, una pianta secolare la cui longevità si aggira intorno ai 200 anni».

«Gli alberi ad alto fusto - spiega Ientile - rappresentano ambienti ottimali per il codibugnolo, un uccello di piccole dimensioni caratterizzato da una lunga coda». Anche il gruccione è uno degli esemplari, tra i più colorati, che popolano la riserva: «Le pareti argillose della valle rappresentano un buon punto per la nidificazione di questo uccello che scava con il becco un foro e un lungo tunnel che si conclude con una "camera" all'interno della quale depone le sue uova».

A spasso per la riserva non è raro, infine, imbattersi in quelle che possono sembrare semplici sassi e che invece talvolta custodiscono tracce fossili antichissime di organismi marini: «I paleontologi hanno studiato questi affioramenti fossiliferi e hanno collocato la presenza di questi organismi in un periodo che va dal Plio al Pleistocene». 

A conclusione di questo viaggio vogliamo invitarvi a visitarle dal vero queste riserve, grazie ai servizi di visite guidate proposte dal Cutgana: per informazioni e prenotazioni si può scrivere infatti a visite.cutgana@unict.it oppure compilare il modulo di richiesta informazioni disponibile qui

Nel frattempo potete sempre iniziare il vostro #viaggioinriserva con il virtual tour.


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