AntropologiaArcheologiaArte e beni culturali
Astronomia
BiotechChimicaComunicazioneDirittoEconomiaFilologiaFilosofiaFisicaInformaticaIngegneria / ArchitetturaLatinoLetteraturaLinguisticaManagementMatematicaMusicologiaPedagogiaPsicologiaScienze agrarieScienze ambientaliScienze biologicheScienze del farmacoScienze della terraScienze medicheScienze naturaliScienze politiche e socialiStoria

WECCS Crash Course: Welcome to Europe, my Country, my City, my School

di Giorgio Raito (video) e Giuseppe Melchiorri

Liceali italiani, olandesi e tedeschi al dipartimento di Scienze politiche e sociali per un corso intensivo di formazione sul fenomeno migratorio




“Essere cittadini europei significa conoscere le opportunità e le problematiche che riguardano il Vecchio Continente. E quello del fenomeno migratorio rappresenta un tema complesso e di grande attualità nell’agenda politica europea. Va affrontato con rigore e serietà e va studiato con un approccio interdisciplinare: sociale, legale e politico”. Così il rettore Francesco Basile ha accolto i circa 60 studenti che hanno preso parte, dal 10  al 12 aprile 2019, al corso intensivo sul fenomeno migratorio “Welcome to Europe, my Country, my City, my School” (Weccs Crash Course).

Il corso è promosso dalla prof.ssa Stefania Panebianco, che insegna Scienza politica nel Dsps oltre ad essere titolare della cattedra Eumedea Jean Monnet, insieme ai docenti Carlo Colloca e Giorgia Costanzo, rispettivamente delegati alla Terza Missione e all’Orientamento nel medesimo dipartimento. Coinvolti gli studenti delle scuole secondarie superiori del liceo linguistico Principe Umberto di Catania, del liceo scientifico Filippo Silvestri di Portici (Napoli), del Kennemer College di Beverwijk (Paesi Bassi) e del Nicolaus-August-Otto-Schule di Diez (Germania), oltre a universitari del corso di laurea “Global Politics and Euro-Mediterranean Relations” (Glopem) del Dsps.“Per noi – ha affermato la prof.ssa Panebianco – è davvero un onore avere l’opportunità di ospitare un corso così prestigioso che coniuga terza missione e orientamento in una dimensione multidisciplinare e internazionale”.

Nel corso delle tre giornate i partecipanti hanno avuto la possibilità di approfondire una tematica complessa come quella del fenomeno migratorio nel Mediterraneo attraverso la voce degli esperti, degli accademici e le esperienze dirette dei migranti. Il corso prevede, infatti, sessioni accademiche, focus-group e interviste mirate a migranti e richiedenti asilo. Al termine dell'esperienza gli studenti prepareranno un video racconto che sarà proiettato nei rispettivi Paesi e reso disponibile anche online, per condividere con i propri compagni di scuola le informazioni acquisite in Sicilia.

Tra i temi affrontati dagli esperti quello del ruolo delle reti di criminali che stanno dietro al fenomeno migratorio, le attività svolte dalle organizzazioni internazionali sulla sponda meridionale del Mediterraneo (Libia in particolare), i corridoi umanitari. Alla giornata inaugurale - ripresa dalle telecamere di Zammù Tv - hanno preso parte anche il direttore del Dsps Giuseppe Vecchio che ha sottolineato “il continuo e costante impegno del dipartimento nello studio del fenomeno migratorio” e la docente di Diritto internazionale Daniela Fisichella.

"I movimenti migratori in Europa e particolarmente nel bacino del Mediterraneo – ha spiegato la prof.ssa Fisichella -, pur avendo perduto i tratti numerici dell'emergenza, mantengono una regolarità che il diritto internazionale e dell'Unione europea cercano di fronteggiare con principi generali il primo e con normativa di dettaglio il secondo. Dalle prime operazioni di salvataggio fino all'attribuzione del diritto d'asilo, è evidente come solo una politica integrata di gestione delle migrazioni, condivisa da tutti gli attori coinvolti, può dare risultati efficaci".

Sono poi intervenuti per la sessione “The voice of Institutions”, la dott.ssa Simona Ragazzi (magistrato), la dott.ssa Giulia Falzoi (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – Iom), il dott. Marco Calisto (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – UNHCR) e la dott.ssa Marta Bernardini (progetto Mediterranean Hope).