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Pillole di Museo, la Natura come opera d'arte

di Chiara Racalbuto (redazione web)

Nuovo appuntamento con l'iniziativa del Simua finalizzata alla valorizzazione del patrimonio culturale dell'Università di Catania. I video-racconti di questa settimana sono dedicati all'Orto Botanico di Catania e ai musei e alle riserve naturali gestite dal Cutgana 


Terzo appuntamento con "Pillole di Museo", il tour virtuale di musei, archivi e collezioni dell'Università di Catania promosso dal Sistema Museale di Ateneo (Simua).

Due brevi video a cadenza settimanale, realizzati da studenti, tirocinanti e dottorandi del nostro Ateneo con la supervisione dei Responsabili scientifici e in collaborazione con Zammù TV, raccontano la storia delle singole strutture e consentono di esplorarle a distanza, per sopperire alla chiusura imposta dall'epidemia da Covid-19 e mantenere accesi i riflettori su una realtà museale importante, che caratterizza la nostra identità territoriale e che merita di essere valorizzata.

Stavolta è il turno dell'Orto Botanico di Catania, con la sua preziosa collezione di piante succulente, e dei musei "a cielo aperto" gestiti dal Cutgana (Centro universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti naturali e degli Agro-ecosistemi), splendide riserve naturali protette all'insegna dell'eco-turismo responsabile.

Orto Botanico ed Herbarium

Fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, allora professore di Botanica all’Università di Catania, l'Orto Botanico, che ancora oggi mantiene l’originario impianto ottocentesco, è il laboratorio scientifico e di ricerca del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania e un luogo aperto alla città e ai suoi visitatori.

L'Orto è suddiviso in Hortus Universalis, dove si coltivano piante esotiche, e in Hortus Siculus, dedicato alla coltivazione di specie native della Sicilia. Tra le diverse collezioni, quella delle piante succulente, con i suoi circa 4.500 esemplari, è la più ricca. Tra gli esemplari più significativi, vi sono alcuni Cereus di grandi dimensioni, diversi Echinocactus grusonii ultracentenari e numerose specie del genere Mammillaria.

La collezione di palme è distribuita nei diversi settori dell’Orto e annovera oltre un centinaio di specie coltivate all’aperto. Altre collezioni importanti sono quelle delle Gimnosperme, piante molto primitive la cui origine risale al Mesozoico, plumerie e piante officinali.

Cutgana, tra riserve naturali e musei

Il Cutgana gestisce, per la Regione Siciliana, le riserve naturali integrali "Complesso Immacolatelle e Micio Conti" di San Gregorio di Catania, "Complesso speleologico Villasmundo – Sant'Alfio" di Melilli, "Grotta Monello" di Siracusa, "Grotta Palombara" di Melilli e "Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi" di Aci Trezza, le riserve naturali orientate "Isola Bella" di Taormina e "Vallone di Piano della Corte" di Agira e, in consorzio con il Comune di Aci Castello, l’Area Marina Protetta "Isole Ciclopi". 

Si occupa inoltre di tre musei, il Museo del Carsismo Ibleo, il Museo Naturalistico Ambientale "Diodoro Siculo" e il Museo della Stazione Studi sul Mare dell'Isola Lachea.

Il Museo del Carsismo Ibleo, ubicato all'interno della riserva naturale  “Grotta Monello” (Siracusa), custodisce rocce e minerali dell’area iblea. Attraverso dei pannelli espositivi multimediali, illustra gli aspetti geologici tipici del carsismo ibleo, nonché la flora, fauna e il paesaggio. Il responsabile scientifico è il prof. Rosolino Cirrincione

Il Museo Naturalistico Ambientale "Diodoro Siculo" si trova ad Agira (Enna) e raccoglie numerosi materiali scientifici provenienti dal territorio degli Erei, rappresentati da rocce, minerali, campioni vegetali, funghi, collezioni entomologiche e un vasto campionario di vertebrati preparati con varie tecniche di conservazione. Il responsabile scientifico è il prof. Salvatore Bordonaro.

Il Museo della Stazione Studi sul Mare dell'Isola Lachea ospita una vasta collezione di fauna marina e terrestre, avifauna, un erbario, una collezione di formazioni geologiche, mineralogiche e reperti archeologici di età tardo romana. Responsabile scientifico è la prof.ssa Agata Di Stefano.


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