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"Il teatro romano di Catania", gli studenti sperimentano la comunicazione dei beni archeologici

di Claudia Campese

Realizzato nel 2012, il documentario ha dato il via all'istituzione di un laboratorio del cdl in Formazione di operatore turistico. Pappalardo: «L'esperimento ha avuto successo, ora lavoriamo a un video su tutti i monumenti etnei»


«L’idea era quella di far cimentare gli studenti in un esperimento di comunicazione dei beni archeologici. Per contribuire alla promozione di un importante monumento del nostro territorio e incrementarne la conoscenza, tanto dei visitatori esterni quanto degli stessi catanesi». Nasce così il documentario Il Teatro romano di Catania, realizzato nel 2012 dagli studenti del corso di alta formazione in Esperto in progettazione di servizi per il turismo sostenibile dell'università di Catania - all'interno del dipartimento di Scienze della formazione - in collaborazione con il costituendo Parco archeologico greco romano di Catania. A guidare il laboratorio, la dottoressa Eleonora Pappalardo, archeologa, che di quell'esperimento va fiera. E ne annuncia una seconda puntata.

Il teatro romano di Catania sembrava proprio il posto adatto da cui cominciare. «Perché si pone come un monumento unico in tutta Italia, se non oltre - spiega Pappalardo - Attraverso dei finanziamenti europei, nel 2000, è stato infatti possibile creare un sistema di fruizione completo, in cui le case ottocentesche che si addossano al teatro sono state inglobate e divenute esse stesse una specie di piccolo museo dove esporre i rinvenimenti, ma anche i documenti e il mobilio donati dalle famiglie alla Sovrintendenza insieme alle case». Senza dimenticare l'Antiquarium, «con strutture di esposizione moderne che ruotano su se stesse, permettendo di ammirare nella loro interezza le statue a tutto tondo, come le teste». O ancora le decorazioni delle architravi, sospese in alto con dei sostegni traforati. Del teatro romano oggi si occupa il costituendo Parco archeologico greco romano di Catania, guidato da Maria Grazia Branciforti, che ha stipulato con il dipartimento di Scienze della Formazione un'apposita convenzione. Per collaborare non solo nel caso del teatro romano.

«Verrà istituito un laboratorio di Comunicazione dei Beni Archeologici, pensato per gli studenti del corso di laurea in Formazione di Operatore turistico presieduto dal professore Emilio Galvagno», anticipa Pappalardo. E anche i documentari non finiscono qui. «L'esperimento ha avuto successo e ci è stato commissionato un lavoro documentaristico su tutti i monumenti archeologici catanesi. Documentari calati nel contesto della vita urbana moderna e con finalità non solo di conoscenza scientifica e valorizzazione, ma anche di impresa turistica», racconta Pappalardo. Soddisfatta di aver centrato, insieme al suo direttore di dipartimento,  Dario Palermo, l'obiettivo principale: «La collaborazione tra gli enti di ricerca e di valorizzazione». Ma anche di aver stimolato «l’entusiasmo degli studenti nell’intraprendere un esperimento che potrebbe contribuire a favorire lo sviluppo territoriale», spiega Pappalardo. Adesso i ragazzi sono a lavoro per un secondo documentario che vede coinvolti anche il Museo dello Sbarco in Sicilia e lo staff di Zammù Tv. «Il mio augurio è che si venga a creare un vero e proprio sistema di interazione, sempre più aggregativo - conclude Eleonora Pappalardo - con lo scopo della rivalutazione turistica del nostro territorio, mai scissa dalla conoscenza e dal rispetto dello stesso».


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