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Opira d'arte: dentro la bottega dei fratelli Napoli

di Irene Alì (redazione web)

Nel bel documentario "I colori della battaglia", realizzato da Simona Sortino, Alessandro e Fiorenzo Napoli aprono le porte della "casa dei pupi" per raccontare come nascevano i "cartelli" ovvero i manifesti pubblicitari dipinti a mano che ogni seravenivano esposti per reclamizzare gli spettacoli


Il ritmo della battaglia scandito dai tamburi, la concitazione dei duelli trasmessa dalla vivacità dei colori, la passione del racconto nelle voci dei pupari, uno spettacolo di pupi ma senza i pupi: è questo ciò che offre il documentario "I colori della battaglia. Le storie dipinte dei fratelli Napoli" realizzato da Simona Sortino a complemento della mostra "La guerra... Io dico la Guerra" curata da Alessandro Napoli e da Simona Scattina e attualmente allestita nelle Cucine del Monastero dei Benedettini di Catania (visitabile fino al 25 luglio 2015).

Laureata in Lettere e Filosofia con una tesi in Discipline dello spettacolo dedicata alle serie tv, Simona Sortino è alla sua prima esperienza come videomaker. Una passione, quella per l'audiovisivo, nata proprio dentro le aule universitarie: «Ho iniziato ad interessarmi a questi temi seguendo le lezioni di Storia e critica del cinema tenute da Alessandro De Filippo al dipartimento di Scienze Umanistiche - racconta - e poi, grazie al lavoro di tesi che ho realizzato con la mia relatrice, Stefania Rimini, ho avuto l'opportunità di partecipare al progetto di allestimento della mostra e alla realizzazione del documentario». Stefania Rimini è infatti la promotrice, insieme con la prof.ssa Lina Scalisi, della convenzione di ricerca che l'Ateneo ha siglato proprio quest'anno con la Marionettistica Fratelli Napoli e che consente oggi ai ricercatori di studiare e approfondire il patrimonio materiale e immateriale dell'Opera dei Pupi. Simona ha raccolto le interviste video e ha realizzato riprese e montaggio con il supporto di Gaetano Tribulato per le animazioni e per la grafica: «È stato un lavoro stimolante e affascinante che mi ha dato l'opportunità di "entrare nella bottega" della famiglia, di ascoltare i racconti dalla viva voce di Alessandro e Fiorenzo e di documentare la ricchezza che questi racconti custodiscono». 

Prodotto dalla casa editrice Duetredue, il documentario raccoglie le voci dei due cugini intervistati proprio dentro la bottega che custodisce i pupi, i cartelli, i colori, la storia di una famiglia insomma. «Il documentario - spiega Rimini, - propone un doppio percorso di lettura e narrazione. In primo piano c'è il tentativo di mettere in evidenza, grazie all'osservazione diretta dei cartelli, il legame profondo, quasi ancestrale, che l'Opera dei pupi catanese intrattiene con la dialettica tra bene e male, metaforizzata attraverso il motivo del duello e visivamente incarnata dallo scintillio delle armature e dal rosso accecante del sangue delle ferite. La sapienza antropologica di Alessandro Napoli guida lo spettatore disegnando un percorso ricco di aneddoti, dettagli, rimandi fra parole e immagini».

E proprio Alessandro spiega cosa erano i "cartelli": «I manifesti pubblicitari che ogni sera il puparo esponeva per reclamizzare lo spettacolo: ogni sera un cartellone diverso dipinto a mano da artigiani e artisti specializzati con una ricchezza iconografica straordinaria». Due i grandi pittori della famiglia Napoli, Rosario e Natale, di cui Alessandro racconta la maestria.

«In secondo piano, ma mai fuori campo - prosegue Rimini -, si colloca invece il grumo denso di memorie, tradizioni, riti e piccole scaramanzie che fanno della bottega dei Napoli un luogo di incantamenti e fantasticherie. Fiorenzo Napoli rivendica, in un'appassionata testimonianza audiovisiva, il senso di rispetto che un intero quartiere tributava ai pupari, l'attesa vibrante per gli spettacoli, l'etica di una famiglia capace di trasformare il proprio mestiere in destino».


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