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Dentro l'Anti_Covid-Lab

Alla scoperta del laboratorio, nato da una collaborazione tra l'Università di Catania e i Laboratori Nazionali del Sud, che consente di verificare la qualità di tessuti e mascherine necessari a rispondere all'emergenza COVID-19




Dalla collaborazione tra l'Università di Catania e i Laboratori Nazionali del Sud (LNS) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nasce "Anti_Covid Lab," un laboratorio che consente, in tempi rapidi, di verificare la funzionalità di tessuti destinati alla realizzazione di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale per la prevenzione del contagio nell'emergenza COVID-19.

Il laboratorio, collocato all'interno del centro servizi Brit (Bio-nanotech Research and Innovation Tower) dell'Università di Catania, fornisce assistenza tecnico-scientifica alle aziende, analizzando i tessuti secondo gli standard normativi vigenti. Grazie a una cooperazione multidisciplinare (ingegneria, chimica, fisica, microbiologia), sono effettuati test quali Effetto Batterio Filtrante, Traspirabilità, Bioburden, caratterizzazione e analisi morfologica dei materiali.

In video, i ricercatori coinvolti nel progetto illustrano le innovazioni, i macchinari e le possibilità offerte dall'Anti Covid Lab. «Il laboratorio consiste in due macchine» spiega Salvatore Baglio, docente di Misure elettriche e elettroniche e delegato alla Ricerca, «una che consente di misurare l'efficienza batterio-filtrante, ovvero la capacità di bloccare le goccioline di saliva, un'altra per valutare la traspirabilità dei tessuti, simulando il flusso di aria emesso quando tossiamo o starnutiamo». Ulteriori dettagli sui macchinari dell'Anti Covid Lab sono forniti da Nunzio Tuccitto, docente di Chimica Fisica, che spiega come «attraverso la simulazione di un flusso d'aria, si misura la differenza di pressione prima e dopo la mascherina», i cui dati risultanti sono necessari per adeguare i dispositivi di protezione ai parametri previsti dalla normativa vigente.

Il laboratorio è una preziosa risorsa per le aziende, non solo locali: «A fronte di 295 aziende, una decina hanno superato il primo livello e sei il secondo - sottolinea Filippo Caraci, docente di Farmacologia e delegato del rettore al Trasferimento tecnologico per l'ambito Biomedico -, tra queste, due in particolare hanno superato tutti i test per preparare il dossier da inviare all'Istituto Superiore di Sanità».

Anti Covid Lab è la dimostrazione pratica dell'utilità della ricerca nel territorio, e in particolare, conclude Baglio, «evidenzia come l'Ateneo catanese, attraverso la ricerca, è in grado di operare al servizio della collettività, offrendo un servizio importante alle aziende locali e nazionali».