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Bellissimi segni da insegnare

di Fulvio Impoco

Fulvio Impoco, studente di Lingue e fotografo, e Roberta Blancato, studentessa della lingua dei segni, lanciano un progetto fotografico dedicato alla Lingua dei Segni Italiana. Mani che diventano arte, corpi come tele su cui dipingere, in una gallery piena di speranza e positività dopo il lungo periodo di quarantena

LIS - SEGNI - SEGNARE. Queste sono le tre parole che spiegano perfettamente il senso degli scatti contenuti all'interno di questo album. Con "Bellissimi Segni da Insegnare" vogliamo lanciare un messaggio pieno di positività per poterci riscattare da questi lunghi mesi di quarantena. Lingua, arte e fotografia, questo è il mix perfetto: mettere su un piccolo gruppo di persone che condividono la stessa passione per la Lingua dei Segni Italiana e usare i loro corpi come fossero delle tele su cui dipingere trasformando le loro mani in arte. 

Fulvio Impoco: Nonostante l'impossibilità di scattare personalmente le foto, ho seguito la stessa filosofia adottata nel mio progetto "Quarantine Portraits", e anche in questo caso ho tentato di ottimizzare al meglio la qualità degli scatti quanto più possibile. "Luce" è stata la prima parola che mi è venuta in mente durante l'editing, salvo qualche eccezione, volevo che il colpo d'occhio generale trasmettesse una sensazione luminosa e positiva. Anche la scelta di alternare colori neutri a quelli più vivaci non è casuale, non solo una semplice raccolta di segni ma bensì un'esplosione di colori viva e dinamica. Naturale è stata pure la combinazione cromatica scelta per il font del titolo, volevo che le parole "LIS", "SEGNI" e "SEGNARE" fossero immediatamente riconoscibili e rimandassero concretamente al cuore del progetto. 

Roberta Blancato: creare un gruppo non significa cercare "quanta più gente possibile per far numero", per me è significato cercare persone che amano infinitamente questa lingua. Persone che per diversi motivi hanno avuto modo di avvicinarsi alla comunità Sorda e conoscere la loro lingua. La lingua dei segni è una LINGUA, e come tale contiene un'infinità di parole, verbi, aggettivi...e noi ci siamo sbizzarriti nella scelta dei termini da SEGNARE. Volevo che la curiosità suscitata da questa lingua fosse il motore trainante per esprimere al meglio la mia idea; quindi è stato naturale rivolgermi a Fulvio per concretizzare l'iniziativa e renderla accessibile a tutti sotto forma di fotografia. È stata una bella esperienza collaborare con persone piene di creatività e idee, tra cui Giulia Calleri che mi ha suggerito l'idea per il titolo perfetto. Grazie di cuore a chi ha avuto il piacere di mettersi in gioco collaborando con noi.